Il non-umano in Flaubert

In “L’educazione sentimentale” più che in “Madame Bovary” la modernità assoluta di Flaubert si rivela nello scegliere come vero protagonista lo sfondo e non i personaggi. Il lento fiume tranquillo della natura tutta, come mondo altro e prioritario rispetto alle vicende umane, è il vero protagonista nobile, di contro alla ridicolaggine dei drammi umani, che contengono sempre e inevitabilmente una parte di bêtise.

Il pezzo stupendo del libro, vero centro di gravità, è la descrizione del periodo di vacanza in mezzo alla natura che si prendono Frédéric e Rosanette per celebrare il loro “amore”.

In realtà si tratta poco più di attrazione sessuale (di amore fra loro due ce n’è ben poco), ma l’accordo improvviso e perfetto nel non diventare l’uno per l’altra il centro di attenzione, rivolgendo invece la completa apertura di cuore alla scoperta del paesaggio naturale con le sue grazie e terrori (la loro fuga di fronte a un paesaggio pietrificato), è un passaggio edenico che, benché fuggevole, sembra riportare gli esseri umani a una possibile felicità, dimentichi di se stessi e del loro eterno rimasticare la medesima minuscola noiosa trama d’amore umano.

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