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Differenza e ripetizione

Scritto da:

mokanautilus

“Il pensiero ha due corni: l’uno, detto cattiva volontà (per sventare le categorie), l’altro, cattivo umore (per puntare verso la stupidità e conficcarvisi). Siamo lontani dal vecchio saggio che pone tanta buona volontà nell’attingere il vero, che accoglie con uguale umore la diversità indifferente delle fortune e delle cose; lontani dal cattivo carattere di Schopenhauer che si irrita delle cose che non rientrano da sole nella loro indifferenza; ma lontani anche dalla “melanconia” che si fa indifferente al mondo, e la cui immobilità segnala, accanto ai libri e alla sfera, la profondità dei pensieri e la diversità del sapere. Servendosi della sua cattiva volontà, e fingendo il cattivo umore, da questo esercizio perverso e da questo teatro il pensiero attende l’uscita: la brusca differenza del caleidoscopio, i segni che si illuminano per un istante, la faccia dei dadi gettati, la sorte di un altro gioco. Pensare non consola né rende felici. Pensare si trascina languidamente come una perversione; pensare si ripete con applicazione su un teatro; pensare si getta di colpo fuori dal bussolotto dei dadi. E quando il caso, il teatro e la perversione entrano in risonanza, quando il caso vuole che tra i tre ci sia una simile risonanza, allora il pensiero è una “trance”e vale la pena di pensare”

Michel Foucault

http://www.raffaellocortina.it/scheda-libro/gilles-deleuze/differenza-e-ripetizione-9788870784596-492.html

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