La non voglia

Non ho voglia di partecipare, concorrere, gareggiare. Non ho voglia di rispondere, contrattaccare, battagliare. Non ho voglia di lisciare, blandire, leccare. Non ho voglia di mordere né di azzannare. Non ho voglia di spedire, segnalare, chiedere. Non ho voglia di attendere, sperare, focalizzarmi su. Non ho voglia di montare ancora e ancora l’armata Brancaleone dei desideri e delle illusioni, non ho voglia. Non ho voglia di fare parte dei cerchi. Non ho voglia di bussare. Non ho voglia di gridare né di accusare. Non ho voglia.
Non ho voglia neppure di correggere per l’ennesima volta con quei volti davanti, a tessere le loro trame. Non ho voglia di tessere trame. Non ho voglia di. Voglia di. Di.
(L’esperienza di qualcosa di completamente diverso aveva immobilizzato la sua vita, come una digestione elaborata, un serpente immobile con l’uovo inghiottito che ha dilatato il corridoio carnale della sua esistenza…)

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