George Orwell, consigli di scrittura

Consigli di scrittura da George Orwell.

«Uno scrittore scrupoloso, in ogni frase che scrive, dovrà chiedere a se stesso almeno queste quattro questioni:

  1. Cosa sto cercando di dire?
  2. Quali parole esprimeranno quello che sto cercando di dire?
  3. Quale immagine o espressione linguistica renderà più chiaro quello che sta cercando di dire?
  4. Questa immagine che voglio usare è fresca abbastanza da avere un effetto?

E meglio ancora se lo scrittore chiederà a se stesso anche questo altro paio di cose:

  1. Potrei scriverlo in modo più breve?
  2. Ho detto niente che è brutto e che si poteva evitare?

Ma non sei obbligato a sottoporti a tutti questi problemi. Si possono evitare semplicemente spalancando la mente e lasciando che le frasi fatte si precipitino ad affollarla. Loro costruiranno il testo al posto tuo – perfino arriveranno a pensare i pensieri per te, a un certo punto – e in caso di necessità arriveranno a eseguire l’importante compito di nascondere parzialmente anche a te stesso ciò che volevi dire».

“A scrupulous writer, in every sentence that he writes, will ask himself at least four questions, thus:

1. What am I trying to say? 

2. What words will express it? 

3. What image or idiom will make it clearer? 

4. Is this image fresh enough to have an effect? 

And he will probably ask himself two more: 

1. Could I put it more shortly? 

2. Have I said anything that is avoidably ugly? 


But you are not obliged to go to all this trouble. You can shirk it by simply throwing your mind open and letting the ready-made phrases come crowding in. They will construct your sentences for you — even think your thoughts for you, to a certain extent -and at need they will perform the important service of partially concealing your meaning even from yourself.”

― George Orwell, Politics and the English Language


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