Edipo e Macbeth

Edipo viene a scoprire la verità su se stesso, e si acceca da tiranno (o potente) che era. Macbeth viene a scoprire l’ambiguità delle parole e della speranza che diventa fede cieca nel proprio potere, e viene abbattuto in quanto tiranno.


MACBETH

Le tue fatiche sono sprecate: potresti più facilmente tagliare l’aria inespugnabile con la tua spada affilata, che non far sanguinare me. Lascia cadere la tua lama su cimieri vulnerabili: io possiedo una vita stregata, che non soccomberà a uno nato da donna.


MACDUFF

Dispera della tua stregoneria e il tuo padrone, il demonio, ti dica che Macduff fu strappato prima del tempo dal ventre di sua madre.


MACBETH

Sia maledetta la lingua che mi dice questo, perché ha reso pavida la mia parte migliore di uomo: e non si creda più a questi demoni impostori che ingannano con discorsi a doppio senso, che mantengono la promessa solo grazie alle orecchie e la infrangono alla speranza. – Non combatterò con te.


MACDUFF

Arrenditi, allora, codardo, e vivi per essere lo spettacolo e lo stupore del mondo: come facciamo coi mostri più rari, ti appenderemo dipinto a un palo, con su scritto: qui potete vedere il tiranno.


(W. Shakespeare, “Macbeth”, Trad. Agostino Lombardo)


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