Il sale

Perché ciascuno sarà salato con il fuoco. Buona cosa il sale; ma se il sale diventa senza sapore, con che cosa lo salerete? Abbiate sale in voi stessi e siate in pace gli uni con gli altri

(Marco 9, 49-50 – CEI74)


(Da Wikipedia)

Il sale in alchimia simboleggia la fissità e permanenza della Terra o della materia, che occorre disciogliere perché si trasfiguri in spirito. In quanto elemento di equilibrio, di stabilizzatore armonico tra opposte qualità come il Sole e la Luna, era ritenuto da Paracelso il terzo ingrediente, dopo lo zolfo e il mercurio, da aggiungere nelle operazioni di trasmutazione alchemica, che consistevano nella scomposizione degli elementi nei loro componenti originari per poi ricombinarli in una forma più eterea e nobile: solve et coagula.


«Il medico dovrebbe sapere che vi sono tre sostanze invisibili che, con la loro coagulazione formano il corpo fisico dell’uomo e che sono simbolizzate come zolfo, mercurio e sale. Lo zolfo rappresenta le aure e gli eteri, il mercurio i fluidi, e il sale le parti materiali del corpo; e in ogni organo queste tre sostanze sono combinate in varie proporzioni diverse fra loro. Queste tre sostanze sono contenute in tutte le cose, e il potere digestivo è il gran solvente di queste sostanze, delle quali ogni parte del corpo assimila quanto gli occorre.»

(Paracelso, Opus Paramirum, 1531)
Il sale, come il corpo fisico dell’uomo, è quindi spirito latente o solidificato, che attende di essere sciolto per tramutarsi in oro vivo.


«Sal’è visibil sperma che si solve,l’invisibil spirito universaleche in esso è seme, in un vivo Or risolve.»

(Francesco Maria Santinelli, Sonetti alchemici, a cura di Anna Maria Partini, pag. 46, Mediterranee, Roma 1985)


Come sostenuto da Carl Gustav Jung, «il parallelo tra Cristo e il sale è proprio della riflessione alchemica che fu resa possibile dall’equivalenza sal = sapientia»

(Opere, 14, Mysterium Coniunctionis, Patmos-Walter-Verlag, Düsseldorf 1970).


«Il sale è come la cenere, un sinonimo dell’albedo: è la pietra bianca, il sole bianco, la luna piena, la fertile terra bianca, purificata e calcinata»

(C.G. Jung, Mysterium Coniunctionis, op. cit.).


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