La stanchezza dissecca le foglie cadono

La stanchezza dissecca le foglie cadono
non pronunci più le parole cadono
attendi
vorresti innamorarti come c’erano nuvole
bianche, ricordi il vento e un paesaggio qualunque
ma ti piaceva, era questo, ogni volta
che ti piaceva il mondo rinasceva, e dunque.

Barbaro sulle mura il sole spia l’avanzata
dell’esercito che non arriva, che sei tu.
Trottando nella gola, saliva e suoni, ancora
come su una tavoletta di Ugarit contando
i semi i giorni le cose e i granelli
della polvere che ci compone, così
devi ricordare a ogni istante la forza
rinasce di stanchezza in stanchezza
come un guerriero morto ormai infinite
volte, e questo non ha
parole, ma solo suono di guerra.

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