ll filo s’ingarbuglia la lenza vibra

il filo s’ingarbuglia la lenza vibra

l’onda si taglia in due senza accorgersene

la bocca si sbreccia l’amo s’ingoia

le dita premono sulla superficie e poi

lasciano e il fischio lungo del respiro dentro

la cavità del cielo imbianca in cresta l’ansia

dell’acqua

aspettami

vorrei soltanto sfiorare l’alito che governa l’esaudire

vorrei accogliere la pace

sepolta nella gabbia d’ossa

da cui proviene ogni canto

ogni fischiare di cielo

e non so

come fare

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